Mohammad Rasoulof
Nato a Shiraz nel 1972, Mohammad Rasoulof ha esordito alla regia nel 2002 col film Gagoman, seguito da L’isola di ferro e una lunga serie di opere che raggiungono fin da subito i grandi festival internazionali, alternando film di finzione e documentari. Film intransigenti e diretti, capaci di esplorare le tensioni politiche e sociali dell’Iran contemporaneo attraverso uno sguardo intimo e riflessivo. Regista e sceneggiatore, Rosoulof racconta storie di uomini e donne che si confrontano con un sistema autoritario, sfidando le convenzioni e le restrizioni imposte dal potere e ponendo domande cruciali sulla giustizia, la verità e la resistenza. Cinema come strumento di denuncia sociale e politica, ma anche come occasione di ricerca e conoscenza.
The Twilight (Gagooman)
(Iran 2002, 83’, DCP col., v.o. sott. it.)
Nel 1998, in una delle prigioni del Nord-Est dell’Iran, si verificò uno strano evento che ha ispirato il film. Alireza, un detenuto problematico incarcerato per furto, cerca di fuggire. Il direttore del carcere spinge la madre di Alireza a trovare una sposa adatta, una giovane donna che sta scontando una pena per reati di droga.
Gio 3, h. 18.30 – La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Dom 6, h. 16.00
Il seme del fico sacro (The Seed of the Sacred Fig)
(Iran 2024, 167’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Mentre divampa a Teheran il movimento di protesta per la morte di una giovane donna, Iman festeggia la sua promozione a giudice istruttore del Tribunale della Guardia Rivoluzionaria. Le sue figlie, Rezvan e Sana, sono scioccate dagli eventi e la moglie Najmeh cerca di fare del suo meglio per tenere insieme la famiglia. Quando Iman scopre che la sua pistola d’ordinanza è sparita, sospetta delle tre donne. Spaventato dal rischio di rovinare la sua reputazione e di perdere il lavoro, diventa sempre più paranoico e inizia, un’indagine in cui vengono oltrepassati tutti confini.
Gio 3, h. 20.30 - La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Mar 8, h. 15.15
L’isola di ferro (Jazire-ye āhani)
(Iran 2005, 92’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Siamo nel golfo Persico. Una piccola comunità di persone senza mezzi di sussistenza decide di stabilirsi a bordo di una vecchia petroliera abbandonata. Su questa anomala isola le attività quotidiane del gruppo cominciano lentamente ad essere avviate come in una città qualunque fino a quando il capitano e leader della nave inizia a vendere, pezzo dopo pezzo, tutte le parti in ferro dell’imbarcazione mettendo a rischio la stabilità della nave stessa.
Ven 4, h. 16.00 - La proiezione di Venerdì 4 sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Mer 9, h. 16.00
The White Meadows (Keshtzar haye sepid)
(Iran 2009, 90’, DCP col., v.o. sott. it.)
L’atipico funzionario Rahmat naviga di isola in isola, in uno scenario caratterizzato da distese di sale, per raccogliere e custodire le lacrime delle persone. Che cosa ne faccia, è un mistero. Le trasforma in perle? Al primo approdo, sulla barca a remi sale di nascosto un ragazzo, in fuga alla ricerca di suo padre.
Ven 4, h. 18.00 - La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Mar 8, h. 18.30
Il male non esiste (Sheytan vojud nadarad)
(Iran 2020, 151’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Heshmat è un buon padre e un buon marito attento ai bisogni della famiglia. Ogni mattino si alza presto per andare al lavoro. Quale lavoro? Pouya non se la sente di essere colui che legalmente dovrà sopprimere una vita umana. Cosa dovrà fare per evitare questo compito? Javad torna al paese per chiedere in sposa l’amata, ma dovrà fare i conti con le sue azioni. Un’anziana coppia riceve la visita della nipote cresciuta in Germania, la quale è ignara che lo zio ha un doloroso segreto da confessarle. Film in quattro episodi sul tema della pena di morte in Iran. Orso d’oro a Berlino.
Ven 4, h. 21.30 - La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Lun 7, h. 18.00
Manuscripts Don’t Burn (Dast-Neveshtehaa Nemisoozand)
(Iran 2013, 125’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Basata su fatti realmente accaduti, la storia ruota attorno a un manoscritto che descrive un fallito piano da parte del regime iraniano di uccidere nel 1995 ventuno scrittori e giornalisti. Quasi vent’anni dopo, l’esistenza di questo documento rimane una minaccia e il capo della commissione di censura ha assoldato due killer, Morteza e Khosrow, per raccogliere le copie rimanenti e mettere a tacere i partecipanti.
Sab 5, h. 16.00 - La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Dom 6, h. 20.30
A Man of Integrity (Lerd)
(Iran 2017, 112’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Reza e Hadis vivono con il figlio in una casa nella campagna nel nord dell’Iran. Hadis è direttrice di un liceo femminile e Reza ha un allevamento di pesci rossi. Si trovano ad affrontare una società privata, con forti legami con il governo e le autorità locali, che vuole rilevare la loro casa e il loro terreno, come già accaduto per molti agricoltori e proprietari della zona. La corruzione dilaga e la scelta di Reza dovrà tenere conto delle sue regole morali.
Sab 5, h. 18.30 - La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Lun 7, h. 15.45
Goodbye (Be omid-e didar)
(Iran 2011, 100’, DCP, col., v.o. sott. it.)
Una giovane avvocata, alla quale è stato tolto il diritto di esercitare la professione, vive lontana dal marito, un giornalista inviso al potere di Teheran che ora lavora nel sud del paese in un’azienda per lo sviluppo. Decisa ad abbandonare l’Iran insieme al marito, sta portando avanti una pratica complessa che dovrebbe consentirle di ottenere un visto per l’estero: nel frattempo scopre di essere incinta, e deve decidere cosa fare con il bambino. Premio alla regista a Cannes.
Sab 5, h. 20.45 - La proiezione sarà introdotta da Mohammad Rasoulof
Dom 6, h. 18.00